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2月28日
In attesa di Frey, arrivano Ferrari, Zambrotta e Alex Silva: 40 anni in meno.Nella lista degli affari (quasi) conclusi per la difesa del futuro manca solo Frey. Tutti gli altri ci sono. Per svecchiarsi il Milan riparte da dietro. Davanti al portiere della Fiorentina - che in estate sarà rossonero se il club viola avrà Viviano dal Brescia - sarà questa la nuova linea maginot di Ancelotti: Oddo a destra, Nesta e Kaladze centrali, Zambrotta a sinistra. La difesa due sarà giovane e di valore: Bonera a destra, Ferrari e centrali, Jankulovski a sinistra. Con la fine di questa stagione il Milan perderà quattro quasi quarantenni (Maldini, Cafù, Favalli e Serginho) e ringiovanirà il proprio pacchetto arretrato di oltre 40 anni. Un passo necessario verso il futuro. Un passo che avrà costi bassissimi. Perché Ferrari e Alex Silva arriveranno gratis; perché Frey sarà merce di scambio nella trattativa che probabilmente porterà a Firenze Gilardino; e perché Zambrotta può essere strappato al Barcellona con una decina di milioni. Dopo anni di vittorie in campo nazionale e internazionale, è giunta l'ora di ricominciare. E il Milan ricomincia dalla base: gli accordi di massima già ci sono, mancano solo quattro firme.
Catania tabù per il Milan Pato va sempre in gol
I siciliani impongono l'1-1 ai rossoneri che scendono al Massimino in formazione rimaneggiata e perdono il quarto posto in classifica. Primo tempo noioso. Poi, nella ripresa, arrivano i gol del brasiliano e Spinesi2月27日
L'ad rossonero avverte gli arbitri: "Di questo passo, anche Riky smetterà presto" Kakà come Van Basten. Adesso il Milan scomoda il paragone più ardito per farsi sentire sul tema infortuni. Il più grande giocatore del momento come il più grande "martire" della storia rossonera, costretto a smettere a 28 anni a causa di una caviglia consumata. Di questo passo, anche il brasiliano rischia grosso: è quanto sostengono in via Turati. Senza mezzi termini. Galliani, con il proprio campione di nuovo in infermeria (e in forse per il ritorno di Champions con l'Arsenal), ha voluto parlare chiaro: "Kakà ha assolutamente ragione a lamentarsi, purtroppo gli arbitri continuano a permettere falli da dietro". L'ad rossonero è un fiume in piena sull'argomento... "Io credo che i falli davanti un giocatore li possa gestire perché li vede, per i falli da dietro bisognerebbe espellere o ammonire, invece non succede niente. Kakà subisce un fallo al secondo minuto, a Parma aveva subito quattro falli nei primi minuti, Bovo per poco non gli trancia una gamba e non succede nulla. Io credo che non sia giusto e credo che il designatore arbitrale debba pensare anche a questi problemi. Noi abbiamo già perso un campione, che si chiamava Van Basten, a 28 anni: vorremmo evitare di perdere anche Kakà alla stessa età".
         2月25日
Allarme Kakà in casa Milan. Il brasiliano si sottoporrà a una nuova risonanza "Il ginocchio mi fa molto male". Nessuna notizia certa sul risultato della risonanza medica ma Kakà svela le sue condizioni. E soprattutto dimostra che la misura è colma. L'immagine cardine di questo concetto ci è arrivata durante la sfida contro il Palermo, sdraiato per l'ennesimo intervento, intento a invocare il cartellino giallo. Il Pallone d'oro, che si è sempre distinto per correttezza e comportamenti morigerati, sbotta. "A me non piace parlare di arbitri - spiega - ma qualcosa devono fare perché in questo momento prendo tante botte, non solo io, ma anche gli altri attaccanti". Il brasiliano per la prima volta manda un messaggio agli arbitri ma quel che conta manda un messaggio ad Ancelotti e alla società. Parole che suonano come un campanello d'allarme: "Spero di esserci contro l'Arsenal - ha detto Kakà -. Per questo salterò la sfida contro il Catania". E con ogni probabilità mancherà anche contro la Lazio nell'anticipo del primo di marzo. Mercoledì si sottoporrà a una seconda risonanza magnetica dalla quale si avrà un quadro clinico più preciso. Per costruire una tabella di recupero e per offrire ad Ancelotti qualche certezza in più.

SuperPippo risolve al 91' Il Milan aggancia il 4° posto
Inzaghi al 46' della ripresa regala ai rossoneri un successo ormai insperato: il 2-1 finale sul Palermo consente alla squadra di Ancelotti di raggiungere la Fiorentina. Nel primo tempo botta-risposta fra Bresciano (9') e Ambrosini (24')
2月23日
Ronaldo: "Non è tempo di pensare al calcio giocato ma al mio recupero" Il cuore mi dice che devo tornare a giocare, però il mio corpo ha dato segnali di aver sofferto abbastanza, che è stanco e ha bisogno di riposo. Lasciare il calcio sarebbe una decisione difficile. Adesso però devo pensare solo a recuperare nel miglior modo possibile, l'infortunio è stato un colpo durissimo". Ronaldo vuole tornare in campo, ma non sembra avere certezze dopo l'ultimo, terribile infortunio, subito contro il Livorno. L'attaccante brasiliano del Milan si appresta a lasciare l'ospedale parigino Pitie Salpetriere, dove giovedì scorso, 24 ore dopo l'incidente sul campo, è stato operato per la rottura del tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Adesso lo attende una lunga rieducazione. "Questo periodo sarà utile" - dice il brasiliano. "Mi permetterà di recuperare fisicamente, anche per poter condurre una vita normale in futuro". Ronaldo si sottoporrà a sedute di fisioterapia tra Milano e Parigi, il primo passo di un processo che potrebbe durare almeno 9 mesi. "Le mie motivazioni sono uguali a quelle che avevo nel 2000" - aggiunge ripensando all'altro gravissimo infortunio subito. Otto anni fa, quando indossava la maglia dell'Inter, il Fenomeno si procurò la rottura del tendine rotuleo del ginocchio destro. "Spero che stavolta non si verifichino i ritardi di allora. Il primo infortunio era una novità assoluta, adesso abbiamo alle spalle già un'esperienza del genere. Sappiamo cosa dobbiamo fare e cercheremo di farlo nel miglior modo possibile per tornare in campo". Alla base "c'è sempre l'amore per il calcio, la passione per questo sport e il desiderio di fare gol. E' questa la luce che vedo in fondo al tunnel. Ma non sarà facile". Il Fenomeno è tornato anche sulla questione doping sollevata qualche giorno in Brasile. "Non ho mai fatto uso di anabolizzanti". Ronaldo nega di aver assunto sostanze dopanti nelle stagioni in cui ha militato nel Psv Eindhoven. L'attaccante brasiliano del Milan commenta le dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa da Bernardino Santi, ex responsabile dell'antidoping della federcalcio brasiliana (Cbf) a San Paolo. Secondo Santi, i gravi infortuni subiti dal giocatore sarebbero la conseguenza di un'anomala crescita della muscolatura riconducibile all'assunzione di anabolizzanti durante gli anni passati al Psv. "Non ho mai visto la persona che afferma queste cose, non ha mai lavorato con me" - dice Ronaldo, che si prepara a una lunga rieducazione.
2月22日 Alexandre Pato: il Milan del futuro ha già un punto fermo su cui impostare le prossime scelte di mercato. Il fenomenale 18enne acquistato in estate dall'International di Porto Alegre ha già conquistato tutti. I soldi spesi per il suo cartellino si sono già rivelati un investimento azzeccatissimo da parte della dirigenza rossonera che con il "Papero" e Kakà in squadra deve ora preoccuparsi di trovare una punta in grado di completare al meglio il parco attaccanti rossonero. Qualcuno in grado di raccogliere, a due anni di distanza, la pesante eredità di Shevchenko e di colmare il vuoto lasciato da Ronaldo. Molte le possibili soluzioni, con un nome nuovo (quello di Adebayor) che si sta facendo velocemente spazio tra le prime scelte di Carlo Ancelotti:
ADEBAYOR: Attaccante dal fisico imponente e dalla tecnica raffinata, il 24enne (compirà gli anni il 26 febbraio) centravanti togolese dell'Arsenal ha trovato quest'anno la definitiva consacrazione ad alti livelli. Arrivato a Londra nel gennaio del 2006, Arsene Wenger lo ha utilizzato col contagocce per i primi 18 mesi (42 presenze - di cui solo 17 da titolare - e 12 gol), per poi farne un punto fermo dell'attacco dei Gunners quest'anno dopo la partenza di Henry. Titolare inamovibile, Adebayor ha già realizzato 19 gol (capocannoniere della Premier insieme a Cristiano Ronaldo) in 26 partite. Ancora a secco in Champions League, negli ottavi di finale contro il Milan ha convinto più per le grandi doti fisiche che per la freddezza nei 16 metri finali. Ancelotti è convinto che si completerebbe alla perfezione con Pato. Costa 25 milioni di euro.
DROGBA: Il Milan lo vuole, lui vuole il Milan. Ormai prossimo ai 30 anni, dopo due stagioni assolutamente straordinarie con il Chelsea di Josè Mourinho, quest'anno sta incontrando qualche difficoltà di troppo in Premier League: 5 reti sono il magro bottino realizzato dal bomber ivoriano fino ad ora in campionato. In Champions, invece, trova sempre il modo di fare la differenza: con 4 gol è quinto nella classifica marcatori dietro a Messi, Cristiano Ronaldo, Gerrard e Ibrahimovic. Costa tantissimo (30 milioni di euro), ma rappresenterebbe una garanzia assoluta per l'attacco del Milan. Con lui in squadra Pato farebbe la classica seconda punta: un tandem perfetto.
SHEVCHENKO: Dopo 7 anni di Milan, 208 gare in rossonero e 127 gol, l'attaccante uraino non ha alcun segreto. A Milanello ne conoscono pregi (molti) e difetti (pochi) meglio di chiunque altro. Ormai 31enne, ha già dato il meglio di se stesso, ma le sue enormi qualità non sono in discussione. A Londra e al Chelsea non si è mai ambientato. Ha nostalgia dell'talia e del Milan. Se ricevesse la telefonata giusta, prenderebbe un volo diretto Heathrow-Linate in 5 minuti. Il problema non è rappresentato dai costi (il Chelsea lo libererebbe per 15 milioni di euro) nè dall'altissimo ingaggio (guadagna 6,5 milioni l'anno ma sarebbe disposto ad accettare una notevole decurtazione), bensì dalle ruggini ancora presenti all'interno dello spogliatoio rossonero dopo il suo improvviso addio al Milan di due anni fa. Rispetto a Drogba e Adebayor, è probabilmente il più simile per caratteristiche tecniche a Pato, ma la convivenza con il campione brasiliano non sarebbe certo un problema.
2月21日 Ronaldo parla con gli amici e cresce il suo ottimismo tra documentari e 'Big Brother' Ronaldo sarà dimesso venerdì dalla clinica parigina Pitie Salpetriere, dove giovedì della scorsa settimana è stato operato al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, rotto nel corso della gara Milan-Livorno. Il brasiliano, tuttavia, rimarrà a Parigi per almeno altri dieci giorni per seguire un programma di fisioterapia. Intanto Ronaldo, nel letto numero 739 della clinica parigina Pitie Salpetriere continua a ricevere visite (le ultime quelle dei giocatori del Paris Sg Pauleta, Everton e Cearà), telefonate e attestati di stima. Il Fenomeno ha raccontato a Rete Globo e al sito 'Globoesporte' che il compagno di squadra Kakà lo chiama ogni giorno ("Con me è un caro amico"), mentre molto spesso si fanno vivi Zinedine Zidane e Robinho. Ha chiamato anche un altro nazionale brasiliano, la 'Bestia' del Real Madrid Julio Baptista. "Voglio tornare in campo prima dei nove mesi previsti dai medici", gli ha detto Ronaldo. Per passare il tempo il Fenomeno guarda molta televisione: ha seguito un documentario sulla guerra in Iraq e poi a un altro sulla fuga in Australia dei koala, per evitare gli attacchi delle iene. L'attaccante del Milan, che grazie all'abbonamento con Globo Internacional dalla Lombardia segue assiduamente il 'Big Brother' brasiliano, stavolta ha dovuto rinunciare alla sua trasmissione preferita ma si è voluto ugualmente collegare, grazie a un computer portatile, sul sito della trasmissione per votare l'eliminazione di un concorrente.

Il tecnico rossonero: "Lo 0-0 è buono, ma non basta. Non siamo al top, ma tra quindici giorni sarà un Milan diverso". Galliani: "Ho tremato sulla traversa di Adebayor". Non preoccupano le condizioni di Pato e Nesta, entrambi recuperabili. Milan Fort Apache Resiste all'Arsenal
All'Emirates Stadium finisce 0-0. Partita di sacrificio per i rossoneri che subiscono a tratti il gioco dei Gunners. Dominio sterile dei britannici, ma grande carattere dei campioni in carica. Traversa di Adebayor al 94'. Milan: cercasi Kakà disperatamente. Continua il digiuno di gol del Pallone d'Oro. Un gol dei suoi, da fuoriclasse, nel "vernissage" 2008 contro il Napoli: una finta, palla sul destro, rasoiata nell'angolino impossibile per il portiere. Sembrava il viatico di altri 12 mesi di scintille, invece Ricardo Kakà, dopo quella serata di gloria illuminata anche dagli ultimi acuti di Ronaldo, ha perso la via della rete. Qualche buona prestazione, assist preziosi (come a Udine per Gilardino), portieri che mettono la manaccia all'ultimo istante (Bucci a Parma): ma di gol non se ne è più parlato. E insieme al nome nel tabellino dei marcatori, se ne è andata anche la condizione ideale: colpa di quei fastidi al ginocchio che da tempo lo tormentano e che non gli consentono di sprigionare al meglio energie e potenza. La partita contro l'Arsenal all'Emirates Stadium è stata la cartina di tornasole del delicato momento del Pallone d'Oro: opposto a una squadra estremamente organizzata, il Milan avrebbe avuto bisogno come il pane dei suoi blitz, dei suoi "uno contro uno" buoni a creare la superiorità numerica e mettere in affanno la difesa avversaria. Ricky, invece, è sembrato giocare col freno a mano tirato, incapace di trovare spazi anche dove, talvolta, si creavano. Per il ritorno, per l'obiettivo-qualificazione, sarà fondamentale per il Diavolo un altro Kakà, quello vero o perlomeno verosimile. Proprio Ancelotti, negli spogliatoi londinesi, ricordava il precedente di un anno fa: ottavi di finale, sofferto 0-0 a Glasgow contro il Celtic e altrettanto sofferto lasciapassare ottenuto a San Siro: 1-0 nei tempi supplementari grazie a uno strepitoso assolo in velocità di Ricky: anche per lui, in tutti i sensi, dovrà essere "la gara di ritorno". 
2月20日 Ancelotti ha deciso la formazione, giocano Maldini e Oddo, Kalac ha vinto le resistenze dello staff medico e dell'allenatore, questa sera sarà titolare nella gara contro l'Arsenal. Il Milan aveva infatti lasciato al portiere australiano la decisione se scendere in campo oppure no e lui ha scelto: "Gioco". L'indice della mano destra verrà steccato con un tutore che dovrebbe attutire il doloro nelle pallonate. Ancelotti se ne lava le mani, mentre ieri durante l'allenamento di rifinitura il preparatore dei portieri, Villiam Vecchi, e il responsabile di Milan Lab, Meersseman, hanno avuto un battibecco piuttosto acceso proprio per "colpa" del portiere australiano. Secondo Meersseman, infatti, Vecchi stava sottoponendo il portierone rossonero a esercizi evidentemente azzardati. Tanto è bastato per animare l'allenamento di Maldini e compagni e surriscaldare un po' non troppo l'ambiente. Il resto della formazione è ormai deciso: difesa a quattro con Oddo (che ha battuto la concorrenza di Bonera), Nesta, Kaladze e Maldini (preferito a Jankulovski); a centrocampo nessun dubbio con Gattuso, Pirlo e Ambrosini; in attacco Seedorf (tornato a disposizione) e Kakà dietro all'unica punta Gilardino. In panchina ci sarà il giovane Pato (ormai recuperato) che Ancelotti preferisce utilizzare a partita in corso per sfruttare al meglio la sua velocità contro una squadra specializzata nel tenere alto il ritmo della partita.  Ronaldo venerdì arriverà a Milano Il Fenomeno "ha deciso di tornare a giocare" e seguirà un programma di recupero Venerdì, otto giorni dopo l'operazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, Ronaldo lascerà l'ospedale "Pitier-Salpetriere" di Parigi. Secondo gli organi di informazione brasiliani, che citano una nota dell'addetto stampa del giocatore, fra due giorni il "Fenomeno" tornerà in Italia e inizierà il primo ciclo di cure che verrà effettuato tra Milano e Parigi "secondo quanto deciso dallo staff medico, dal Milan e dal giocatore".
Intanto, in un'intervista rilasciata al quotidiano francese "L'Equipe", uno dei medici che ha partecipato all'intervento, Yves Catonne, il recupero di Ronaldo procede bene. "Non ci sono segnali di infiammazioni post-operatori - ha dichiarato Catonne -. So che il giocatore è deciso a sottoporsi al programma di recupero per tornare a giocare, per lui è una bella sfida perché per i primi 8-9 mesi dovrà soltanto lavorare". 
2月19日 Il terzo portiere pronto a giocare a Londra: "Tranquilli, mi alleno da 20 anni" Zeljko Kalac è fuori uso. Contro l'Arsenal toccherà a Valerio Fiori. I timori di Carlo Ancelotti sono diventati realtà. "Non penso che Kalac ce la farà - aveva detto l'allenatore rossonero in partenza per Londra -. Per un portiere il dito è molto importante ma vediamo dopo l'allenamento di questa sera. Se non riuscirà ad allenarsi, giocherà Fiori''. E Kalac, vittima di una lussazione a un dito della mano destra, non ce la farà. Al Milan, comunque, sono tranquilli perché nonostante Fiori (al Milan dal 2000) in questi anni abbia giocato solo due gare da titolare (campionato 2002-03 Piacenza-Milan 4-2 e Coppa Italia 2003-04 Milan-Sampdoria 1-0) ha saputo conquistare i compagni in allenamento. A 38 anni ha già superato due difficili rinnovi di contratto: nel 2006 era in scadenza e i dirigenti rossoneri erano pronti a proporgli un rinnovo ma come vicepreparatore dei portieri o come vice team-manager (ruolo che ricoprirà probabilmente in futuro). Ma William Vecchi (preparatore dei portieri) garantì per lui come giocatore ancora affidabile convincendo Adriano Galliani. Le uniche presenze in Europa di Fiori risalgono alla stagione 93/94. Dieci apparizioni in Coppa Uefa a difendere la porta del Cagliari. Esordio, quindi, in Champion League per il portiere romano. Solo in occasione della finale a Manchester contro la Juventus, Fiori era stato messo in preallarme a causa di un fastidio alla spalla dell'allora titolare Dida. Il brasiliano recuperò e fu decisivo in campo in occasione dei rigori. Contro l'Arsenal, invece, scenderà in campo dal primo minuto. Timori? Nessuno. "Sono il più preparato di tutti - ha detto scherzosamente il terzo portiere rossonero -. D'altronde io mi alleno da venti anni...". Ancelotti è altrettanto tranquillo. Non teme eventuali defaillance del suo portiere, ma, soprattutto, crede fortemente nella forza della sua squadra."Il Milan non è nelle condizioni ottimali, ma nessuno lo è né in Italia né in Europa. Ma - ha ha detto il tecnico rossonero - queste partite non sono determinate dalla condizione, ma dall'attenzione e dall'esperienza. E noi ci sentiamo esperti e abituati a questo tipo di partite". 
2月17日 Milan (4-4-1-1): Kalac 7, Cafu 6, Nesta 6.5, Kaladze 6.5, Jankulovski 5.5 (23' st Maldini 6), Gattuso 5.5 (1' st Pirlo 6), Emerson 5.5, Ambrosini 6, Serginho 5.5 (1' st Gilardino 6), Kakà 6, Inzaghi 6.5. (1 Dida, 25 Bonera, 44 Oddo, 32 Brocchi). All.: Ancelotti 6.  Ancora un pareggio, 0-0, per i rossoneri che al Tardini ritrovano Kakà, ma non il gioco. Risultato giusto con un tre chiare occasioni a testa. Maldini colleziona la presenza n. 1000 da professionista. Dida abbandona in barella dalla panchina per un problema alla schiena 2月16日 "Il Mondiale è l'unico rimpianto, in eredità lascio il rispetto per lo sport" Mille partite, mille volte Milan. Paolo Maldini si prepara a tagliare l'ennesimo, incredibile, traguardo della sua carriera e a festeggiare contro il Parma la sua millesima gara da professionista. Ultimo atto di un cammino irripetibile che il capitano rossonero ha cominciato il 20 gennaio del 1985 a Udine (in panchina c'era il Barone Liedholm) e ripercorre oggi in una lunga intervista rilasciata alla "Gazzetta dello Sport". C'è tutto nelle mille battaglie di "Paolino", come lo chiama ancora oggi suo padre Cesare. Ci sono le vittorie in Italia e in Europa come le piccole crisi dei pochi momenti bui del suo Milan. Ci sono i record, come le presenze in Nazionale e in Champions, e il rimpianto, unico, di non aver mai vinto un Mondiale. Non ci sono, come sottolinea anche lui, "fortunatamente grandi infortuni" che avrebbero potuto complicarne la carriera, mentre persistono anche a quasi 40 anni, "passione e rispetto, i miei segreti". "Penso di essere stato fortunato a non farmi mai male seriamente - ricorda Maldini -, a giocare in un grande club, a essere spinto da un'enorme passione, a essermi divertito sempre. Ho giocato 80 partite consecutive senza perdere, l'imbattibilità era un motivo d'orgoglio e uno stimolo a dare qualcosa in più in ogni partita. Fa male anche una sconfitta singola, ma se penso alle 80 gare positive quella serie negativa passa in secondo piano". Maldini ripercorre le partite più belle e quelle più amare della sua lunga carriera, a partire dalla prima finale di Champions, a Barcellona contro lo Steaua, per arrivare alla notte di Marsiglia, "il giorno che cancellerei. Mancava l'abitudine ad accettare la sconfitta. Rigiocherei se possibile la finale di Istanbul, che poi è stata tra le più dolorose ma anche tra quelle giocate meglio. Ho vinto sei partite per 6-0, ma tutti ne ricordano una sola: il derby, che poi era 0-6 perché giocava in casa l'Inter. Di quella sera ricordo il tabellone di San Siro e la faccia di mio padre in panchina: non era una bella stagione, ma il derby fu una grande gioia. Comunque non sempre è bello stravincere: in quella partita rispettammo l'Inter. Non è giusto fermarsi quando si vince 2-0 o 3-0, ma alla fine ti dispiace se il punteggio è così ampio". Dalle partite agli allenatori, Liedholm su tutti: "I suoi insegnamenti sono stati preziosi. Anche Vicini, Sacchi e Capello mi hanno dato molto. Poi, con l'esperienza e l'età, anch'io ho cominciato a dare qualcosa". Capitolo arbitri. "Rispetto a 23 anni fa si arbitra meglio o peggio? Di sicuro è un compito più difficile, perché il gioco è più veloce. Pensi solo al fuorigioco. Il fischio dell'arbitro che proprio non ho capito è la mancata assegnazione del gol fantasma a Belgrado (10-11-1988, ndr): la palla era dentro di un metro". Quindi uno sguardo al calcio di oggi e un pensiero al futuro: "Il terzo tempo è un'idea carina, intelligente, ma ci vuole tempo per farla assimilare. E' giusto insistere e capire anche gli stati d'animo di chi non se la sente. Ho giocato 126 partite in Nazionale: a Cannavaro ne mancano 14 per raggiungermi ma il grosso dispiacere è non aver mai vinto il Mondiale. Si dice che potrei diventare il responsabile del settore giovanile del Milan ma non ho ancora parlato con la società, ma non credo che sarà quella la mia strada. Non ho fissato l'appuntamento con i dirigenti. La mia speranza è di poter mostrare ancora il senso di appartenenza al Milan. Non è detto che si debba continuare insieme per forza, ma se accadesse sarebbe bellissimo e io sarei molto felice. In eredità lascio il rispetto assoluto per lo sport e per gli avversari. E questo rispetto mi è stato riconosciuto: non sono mai stato insultato o fischiato in modo particolare. Non mi sono creato un personaggio diverso dalla realtà e questo è stato apprezzato dalla gente". 
"Formalizzeremo un'offerta la prossima settimana" Lo avevano detto a gennaio, quando ancora Ronaldo stava bene, e lo hanno ribadito nuovamente ora, che il Fenomeno è atteso da una lunga riabilitazione. Il Flamengo non molla e annuncia, per bocca del vice-presidente Kleber Leite, l'intenzione di formalizzare un'offerta al Milan per l'attaccante brasiliano. "Vogliamo Ronaldo - hanno fatto sapere - e prepareremo un'offerta per lui, nero su bianco"."Valuteremo il suo recupero fisico e poi tratteremo - ha continuato il dirigente del club di Rio -. Abbiamo un progetto e proveremo a realizzarlo". Non resta che sedersi attorno a un tavolo con il Milan e trattare dunque. Anche se, come ammesso dal Flamengo, per portare a buon fine la trattativa servirà l'intervento economico di uno o più sponsor dato che "non abbiamo le risorse finanziarie sufficienti per permetterci Ronaldo". Il "progetto", secondo Leite, sarà in ogni caso esposto la prossima settimana a Fabiano Farah, procuratore del giocatore. Dal futuro all'immediato, vale a dire la riabilitazione. A fare il punto della situazione è stato, in un'intervista rilasciata a Le Parisien, Eric Rolland, il chirurgo che ha operato il Fenomeno: "Sarà necessaria molta energia per tornare a giocare - ha detto -. Quale sarà la sua motivazione? Sarà questo l' elemento determinante". "La rieducazione - ha continuato - è molto più lunga, perché si tratta di un tendine, non di un legamento. Bisogna intanto ridare della solidità. Sappiamo subito, dunque, che Ronaldo non potrà correre prima di sei mesi, e che non potrà essere in condizioni d'allenamento ragionevoli prima di nove mesi". Secondo Rolland "bisognerà vedere con quale rapidità il calciatore si rimette dallo shock dell' intervento. La settimana ci permetterà di avere degli elementi più precisi sul vissuto di questa ennessima ferita. Poi, possiamo soltanto fissare delle tappe a 45 giorni, tre mesi, sei mesi... Se ad ognuna di queste tappe, ciò non sembrerà a Ronaldo troppo costrittivo e che un obiettivo prende forma, allora tutto è possibile". 
2月15日 Due ore sotto i ferri: adesso lo aspettano nove mesi di riabilitazione.Sembra paradossale dirlo, ma il difficile viene ora. Se infatti la "fredda" analisi di Leonardo e dell'equipe medica, professor Saillant in testa, dell'ospedale parigino della Pitiè-Salpetriere dove il giocatore è stato operato, dice che tutto è andato per il meglio, una lettura più attenta delle dichiarazioni sul futuro del brasiliano fa capire, chiaramente, che il peggio non è affatto alle spalle e che, per tornare calciatore, Ronaldo dovrà innanzitutto "essere molto motivato". Chirurgicamente parlando, Saillant ha parlato di intervento "andato bene, svolto senza particolari problemi, che necessiterà di una rieducazione di nove mesi". Sotto il profilo psicologico, quello che in questi casi conta di più, lo scoglio da superare è però alto e non necessariamente superabile. Ronaldo non ha dimenticato il suo passato e le sue sofferenze e questo terrore lo ha più volte "paralizzato" anche nei mesi scorsi, condizionando le sue decisioni quando si trattava di tornare in campo da un infortunio. Spesso, anche per i recenti problemi muscolari, il Milan ha parlato di un Ronaldo clinicamente recuperato eppure non pronto per scendere in campo. Spesso, nei prossimi nove mesi - o dieci, undici, diciassette come accadde dopo l'infortunio del 2000 - si parlerà di progressi nella riabilitazione e di recupero che rispetta i tempi previsti. Si valuteranno cioè le condizioni fisiche di Ronaldo, dimenticando, magari di proposito, che non è solo il ginocchio il suo problema. O che, almeno, non è quello il problema principale. Il professor Saillant - e con lui tutto il suo staff, dal professore che ha operato Ronaldo, Eric Rolland, fino al suo assistente, Yves Catonnè - su questo dettaglio, è stato chiarissimo: "Era la stessa lesione della volta passata e per questo l'intervento è stato dello stesso tipo di quello fatto allora. Ora Ronaldo comincerà un periodo di 9-10 giorni di rieducazione a Parigi. Il recupero ottimale e il ritorno in campo dipendono da come andrà la riabilitazione, ma soprattutto da lui. L'operazione è riuscita. Oltre alla riabilitazione fisica, però, bisogna valutare le motivazioni. Insomma sul recupero totale incide l'elemento psicologico, oltre a quello fisico". Già, psicologico. Perché un ginocchio si cura, ma è anche altrove che Ronaldo dovrà imparare a tornare calciatore. 
2月14日 Un volo-ambulanza ha portato il brasiliano alla Pitiè-Salpetriere, dove il professor Rolland interverrà questa sera per ricostruire il tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Berlusconi e Moratti gli fanno coraggio: "Tornerà in campo". E sul web e telefonini viaggia l'affetto dei tifosi. Ronaldo entra e s'infortuna
Si ferma Seedorf e Ancelotti schiera Gourcuff, alle spalle di Paloschi e Gilardino. Al 4' s.t. il riminese Pulzetti si regala uno straordinario gol per i suoi 24 anni. Il brasiliano entra e dopo 3' esce in lacrime per un infortunio al ginocchio sinistro. Pirlo pareggia dal dischetto.
Saillant: "Difficile dire quando rigiocherà"
Ronaldo è sbarcato a Parigi: parla il professore che lo operò nel 2000.Ronaldo è sbarcato all'ospedale Salpetriere di Parigi, dove sarà operato al tendine rotuleo lesionato. Il brasiliano è arrivato in auto: con lui, il dirigente rossonero Leonardo. Ronie è sceso da solo dalla macchina appoggiandosi sulle stampelle, poi è salito al settimo piano della clinica ortopedica dell'ospedale.Non sarà il professor Gerard Saillant a ricostruire il tendine rotuleo dell'attaccante del rossonero. "Sarà operato stasera o domani da Eric Rolland, il mio successore al Pitie-Salpetriere. Io lo aiuterò", ha confermato Saillant, che nel 2000 fece l'intervento al ginocchio destro di Ronie, per lo stesso infortunio. "Considerando la sua età e il fatto che ha otto anni in più rispetto al primo infortuno - ha concluso Saillant - è difficile dire quando potrà tornare a giocare".Il primo pronostico sui tempi di recupero, dopo un infortunio simile, va dai nove ai dodici mesi. Nel 2000, il 23enne Ronaldo impiegò un anno e mezzo per rimettere piede sul terreno verde. E era giovane, magro, nel pieno delle sue forze psicofisiche. E' pensabile che il brasiliano, già in palese difficoltà da anni a darsi continuità nell'allenamento, a mantenere una decente forma fisica, possa ripresentarsi abile e arruolato per il calcio di alto livello a 33 anni e dopo un secondo schiaffo di questo genere? Avrà voglia di dare retta all'orgoglio che già lo aveva portato a dire sì al Milan piuttosto che ai paradisi pallonari imbottiti di dollari degli Stati Uniti e degli Emirati? Chi lo conosce bene, dubita.La società rossonera, per bocca di Berlusconi e Galliani, ha fatto sapere che non lo abbandonerà, che lo assisterà nella cura e nella convalescenza. Ma a giugno, a scadenza di contratto, Ronaldo sarà un giocatore con stampelle e senza squadra, con davanti almeno altri nove-dieci mesi di inattività.
2月10日 Paloschi: "Non ci credo"
Il Primavera del Milan è l'eroe del giorno: "Il gol non me lo aspettavo. Ora devo solo migliorare". Ancelotti: E' un predestinato". Galliani: "Con lui e Pato, il Pa-Pa, siamo diventati la squadra più giovane. Abbiamo una linea evergreen"FORMAZIONE Milan (4-4-2): Kalac 7,5; Cafu 6,5, Nesta 6 (1' st Bonera 5), Maldini 5,5, Jankulovski 6,5; Brocchi 6, Pirlo 7,5, Ambrosini 6, Serginho 6,5 (17' st Paloschi 8); Inzaghi 6, Ronaldo 5 (1' st Seedorf 6). A disp.: Dida, Favalli, Emerson, Gourcuff. All.: Ancelotti

"Con Paloschi e Pato, il Pa-Pa, siamo diventati la squadra più giovane. Abbiamo una linea ever green". E' visibilmente contento per come è maturata la vittoria sul Siena l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani che spiega "Paloschi non è una sorpresa perché fa una montagna di gol in Primavera. Lui aveva fatto già due gol al Catania. Direi che è andata benissimo, abbiamo due diciottenni così. Ciò dimostra che non è vero che non facciamo giocare i giovani". "Ci credevo perché avevamo studiato tutto in allenamento...". Tanto felice quanto incredulo, Carlo Ancelotti usa l'ironia per commentare il primo gol in serie A di Paloschi. Grazie al gol dell'esordiente diciottenne, il Milan è riuscito a battere un ottimo Siena. "Sembra un predestinato - ha affermato il tecnico rossonero a SKY - è l'attaccante con la migliore media realizzativa che abbiamo. Era andato al Viareggio, poi l'abbiamo richiamato per l'emergenza in attacco. Per adesso resta ancora con noi, visto l'infortunio di Pato. Contro il Livorno potrebbe giocare. Poi tornerà nella Primavera perché è giusto così. Balotelli? E' altrettanto bravo. Questi ragazzi devono crescere serenamente sapendo di avere grandi potenzialita'". Ancelotti fa poi il punto sulla partita e sulla condizione generale del Milan. "Siamo arrivati a questa partita in condizioni non ottimali contro la squadra più in forma del momento. Siamo stati in partita non concedendo tantissimo e cercando di sfruttare l'occasione che per fortuna è capitata a Paloschi. Quando siamo tornati dal Giappone abbiamo pensato veramente al campionato e al quarto posto. Per noi è fondamentale continuare a giocare la Champions League". Esordio in serie A al 18' della ripresa e gol dopo una ventina di secondi che ha regalato al Milan la vittoria sul Siena. E' questa la favola di Alberto Paloschi. "Non me lo aspettavo, pensavo di giocare al massimo cinque minuti- ha spiegato il diciottenne attaccante rossonero a SKY - Ancelotti mi ha detto di giocare vicino a Pippo (Inzaghi, ndr) e di andare lungo che la palla me l'avrebbero data. Ora spero di continuare così e di migliorare sempre. Il gol lo dedico a tutta la mia famiglia che ha fatto tanti sacrifici per me. Inzaghi? E' il mio idolo e mi ha fatto i complimenti.
2月8日 Tocca a Inzaghi e Ronaldo, mai insieme nel Milan L'ultima novità, in casa Milan, è una coppia d'attacco affidabilissima sotto
porta, ma inedita in rossonero. Dopo il Ka-Pa-Ro, contro il
Siena, Ancelotti è infatti pronto a lanciare
il Ro-In, il tandem offensivo composto da Ronaldo e Inzaghi. Un
inedito assoluto, perché, incredibile ma vero, dall'arrivo del
Fenomeno in Italia, ormai più di un anno fa, i due non hanno
ancora mai giocato insieme. Un paradosso, questo, figlio di circostanze come
l'esclusione forzata di Ronie dalla scorsa Champions League e
dei molti infortuni patiti dal brasiliano e da Superpippo negli ultimi dodici
mesi. Sta di fatto che al Siena toccherà tenere a battesimo questa
inconsueta coppia-gol. Che, rodata o meno, già a nominarla fa impressione. Da
loro, inutile dirlo, Ancelotti aspetta una nuova spinta alla
rincorsa rossonera al quarto posto. Rincorsa che, con un po' di fortuna - il
Milan ha un calendario favorevole rispetto a Fiorentina e
Juventus e recupererà mercoledì prossimo la gara contro il
Livorno - potrebbe concludersi positivamente già mercoledì.
Insomma, in quattro giorni Ronaldo e Inzaghi possono cambiare le sorti della
stagione milanista, prima di lasciare di nuovo a Kakà e Pato il
compito, arduo, di sfidare e battere l'Arsenal. Contro il
Siena, con ogni probabilità, troverà spazio anche Emerson, che
Ancelotti potrebbe schierare al centro di una mediana a tre facendo slittare
Pirlo a destra. A sinistra, invece, ci sarà come di consueto Ambrosini, mentre
sarà Seedorf a giostrare dietro alle punte. Un solo dubbio in
difesa, legato a Kaladze, che potrebbe riposare e lasciare
spazio a Maldini in mezzo al fianco di Nesta, con Oddo a destra e Jankulovski a
sinistra. In porta confermato Kalac.2月7日
Kakà assicura: "L'obiettivo è tornare a Parma"
Il brasiliano in campo tra 10 giorni e chiama al Milan verdeoro Ronaldinho.
Kakà vorrebbe tornare in campo prima della sfida del Milan a Londra con l'Arsenal. Per fare una sorta di prova generale in vista della Champions League e capire davvero come sta il suo ginocchio malandato. "Va meglio purtroppo però questo ginocchio sinistro ha un vecchio problema. E' da tempo che mi porto dietro questa situazione, fino a quando sono riuscito a gestirla è andata bene, adesso però è da un po' che non riesco più ad allenarmi e giocare al meglio. E' quindi il momento di fermarmi, vediamo quanto ci vorrà a guarire. Dipende da come andranno le cure. Io spero di giocare il piu' presto possibile. Non so dire quanto ci vorrà: diciamo che domenica non gioco sicuro e penso nemmeno mercoledì. Per Parma vediamo, saranno passati dieci giorni. Spero di esserci di sicuro per la doppia sfida con l'Arsenal. Non penso comunque sia necessaria alcuna operazione, nemmeno a fine anno. Poi lo diranno i medici, ma io non credo". Contro il Siena, quindi, Milan con Ronaldo e Inzaghi visto che anche Pato è ko e Gilardino è squalificato. "In attacco ci sarà un turnover forzato, torneranno Ronaldo e Inzaghi, le cose vanno un po' così in questo periodo. Sono contento per Ronie e spero che anche Pippo torni a fare bene, perchè che ci manca tanto". Argomento Olimpiadi, con la stampa brasiliana che lo inserisce tra i tre fuoriquota. "A me piacerebbe andarci- ha ribadito il brasiliano- lascio però che lo decidano la federcalcio brasiliana e il Milan perchè sono già successi tanti casini in questo senso a me piace giocare, decidano loro dove e con chi". Infine, una battuta su Julio Cesar, che chiama Ronaldinho in nerazzurro. "Ma siamo più brasiliani al Milan che all'Inter- ha concluso Kakà- Abbiamo piu' voci noi...".

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